Anima mia

ANIMA MIA
Siamo venuti di passaggio e senza chiederlo in questo mondo, che non è nostro ma è speciale, affardellati di bisogni da appagare per sopravvivere in ubbidienza alle leggi della natura. Esiste nel mondo un principio dinamico naturale che impegna a sopravvivere ogni cosa venuta al mondo secondo la sua natura. Siamo venuti a liberarci dalla lotta, gogna della vita, che incatena la liberta dell’ uomo. Sarà il potenziale creativo nella personalità a trovare la strada della libertà nell’emancipazione verso la società civile in cui realizzare l’anima mia con la propria identità. Ogni uomo porta in sé più vite parallele in equilibrio: tra cui il bisogno naturale di sopravvivere e il desiderio esistenziale nell’anima di provare la soddisfazione di conoscere e di crearsi la propria vita. Il senso della vita umana non è quello di adempiere alle funzioni naturali per sopravvivere, è quello di manipolare ciò che esiste per dare un senso soggettivo alla propria vita, Attraverso il reale suo saper fare costruisce la vita che preferisce. La soddisfazione che sorge dal suo saper fare muove la sua volontà verso la passione e l’impegno preferito a cui la mente chiama a collaborare il corpo in modo produttivo. Lavora per creare alternative alla lotta naturale (animale) per la vita. L’uomo non vive per mangiare, mangia per vivere la soddisfazione di affermarsi in un mondo dove è vulnerabile e insignificante. Non vive per sopravvivere, sapendo di dover morire vuole lasciare una traccia, nel suo passaggio, del mito personale. Siamo venuti al mondo per volontà della natura che riproduce se stessa. Nel metterci al mondo ci ha fatto dono della consapevolezza dei sogni che consentono di immaginare e compiere il tentativo di migliorare la nostra condizioni di vita rispetto a quella casuale naturale dell’animale e di essere identità unica e indipendente capace di pensare, dire e fare. Siamo venuti al mondo dotati dell’ ambizione di manipolare ogni cosa pur di guadagnare la soddisfazione che porta il successo. Vincente è quel pizzico di piacere che la natura consente al corpo di guadagnare dai sogni realizzati. L’uomo non nasce libero, ma sognatore di libertà. Senza i sogni l’uomo non emanciperebbe nell’essere umano e sociale. L’animale non sogna una vita diversa da quella naturale, resta libero in natura. L’uomo si ritrova a questo mondo impegnato in due vite parallele in cui sopravvivere per il tempo che la natura o il caso gli assegna. L’umano nasce libero di pensare e legato alle catene della consapevole responsabilità. La vita è una reale catena di eventi naturali dove il caso interviene a modificarne il corso. Per l’uomo, consapevole della sua insignificanza e vulnerabilità, la vita è spettacolo, dunque finzione, che trascende la sua realtà delle sue difficoltà a viverla. In natura esiste la forza vitale e il contesto delle leggi da cui si sviluppa e nel contempo essa interagisce. L’ uomo sopravvive di natura e si inventa le leggi che dovrebbero regolare il suo modo di vivere accompagnandole con l’augurio e con la speranza del buon fine. 

0102 2015

 

 

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