Conosci te stesso

 

CONOSCI TE STESSO

ESERCIZIO del marziano: Poniti in ascolto di te stesso isolato dal mondo esterno: guardandoti dall’esterno e dopo aver eliminato il chiacchierio dalla mente. Guarda e vedi la diligenza della tua vita dove porta e in quanti di questi ruoli ti vedi: del cocchiere, dei cavalli oppure dei passeggeri.
Quale è il mito di te stesso  che darebbe senso alla tua vita? Che ti manca oltre i mezzi per sopravvivere? Ricorda che i soldi possono costituire un mezzo, ma non sempre garantiscono l’esito dei propositi e neanche garantiscono l’immunità dalla sofferenza, così come non garantiscono la felicità. Ricorda quella cronaca di tanti ricconi suicidi. Non penarti degli errori che hai compiuto e non dimenticarli, fanne tesoro. Sii previdente ma non da evitando di vivere. NON ESCLUDERE DALLA TUA VITA L’IMPEGNO PER IL MEGLIO DELLA VITA E EVITA L’ AVIDITA’. Ricorda che il meglio della vita non è gratuito e non è avidità. Lascia aperta la porta del tuo cuore alla compassione, al piacere, alla soddisfazione e alla gioia di vivere. Istruisci il tuo mastro di chiavi e il tuo guardiano di parta.
Prova a dare risposte a queste domande:“CHE COSA E’ L’AMORE PER TE STESSO?”  “ IL TUO IO TI AMA ?”

 – L’ottimismo e il pessimismo, a prima vista ci sembrano due qualità equivalenti, con vantaggi e svantaggi di segno opposto. L’ottimismo è più pronto all’azione, più attivo. Però sottovaluta le difficoltà e corre il rischio di avventurarsi in modo sprovveduto su strade pericolose. Il pessimista, al contrario, è eccessivamente prudente e finisce per perdere molte buone occasioni. Insomma, l’ideale sembra essere un’accorta mescolanza di entrambi-
– L’entusiasta è un infaticabile sognatore, un inventore di progetti, un creatore di strategie, che contagia gli altri con i suoi sogni. Non è cieco, non è incosciente. Sa che ci sono difficoltà talvolta insolubili…… Ma non si abbatte….. Ricomincia da capo, si rinnova …… Fa appello alla parte più creativa, più generosa di coloro che lo circondano…. Li trascina con sé dando loro la dimostrazione che, agendo con slancio, con ottimismo, in modo generoso, le cose sono possibili-.
– L’abitudine- … E mi vengono in mente tutti gli abitudinari, persone amabilissime di solito, ma che diventano scorbutiche e di malumore quando vengono scosse dalla loro tranquilla regolarità. Le abitudini incominciano tutte così, assecondando il nostro corpo e la nostra pigrizia. E allora il nostra corpo, soddisfatto, si adagia nel benessere, si dilata, mentre la nostra intelligenza la nostra volontà si ritirano, si rimpiccioliscono. L’uomo abitudinario è come se avesse un corpo immenso e un cervello piccolissimo, incapace ormai di muoverlo. Perché siamo noi, è la nostra volontà che costringe il corpo a diventare un suo strumento. Siamo noi, è la nostra volontà, che costringe la nostra intelligenza a crescere, ad affrontare le sfide, a risolverle. La vita è un continuo processo di adattamento a situazioni nuove, impreviste ed imprevedibili. Per sopravvivere noi dobbiamo essere capaci di avventurarci su sentieri ignoti. … Noi, come individui, invecchiamo fisicamente e intellettualmente se non sappiamo gettar via una parte di ciò che siamo e guardare il mondo da un’altra prospettiva. Se non sappiamo rigenerarci.
Così scrive Francesco Alberoni nel volume L’ottimista della biblioteca del Corriere della Sera , p.9 – 13 – 21 – 22 -23

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