Il mito di se stesso e la felicità

IL MITO DI SE STESSO E LA FELICITA’

LA STRADA DELA FELICITA'

LA STRADA DELA FELICITA’

A questo mondo naturale, dove nulla è gratuito, ogni organismo vivente è impegnato nell’ affermare la sua esistenza, con la lotta per la sopravvivenza, guidata dal pilota istintivo. L’uomo evolve la sua natura, nel fine di compiersi nell’aspetto positivo della vita, sublimando parte dell’energia dell’istinto, in coscienza di sé.
   Dalla soggiogazione naturale alla lotta istintiva anche tra simili, per la sopravvivenza, si emancipa con la costruzione della società civile, dove creare opportunità di sopravvivenza, realizzazione, riconoscimento, sostegno, stima e considerazione, attraverso interrelazioni complementari con i propri simili. Dalla consapevolezza dei bisogni nella realtà della vita naturale, dei personali desideri generati nella psiche dall’emancipazione, l’indole umana di protagonismo, delle proprie potenzialità creative, e guidato dal pilota razionale, la persona matura il desiderio di dare un senso alla propria vita sostenendo il ruolo originale di protagonista positivo sulla strada della felicità. Il desiderio di protagonismo positivo porta l’umano a ideare il campione di se stesso nel mito di se stesso, di cui la psiche del protagonista si nutre per vivere. Il mito, in cui integra valori, ruolo, comportamento e finalità della persona, viene creato su misura alle istanze di affermazione, stima e considerazione, consce e inconsce nell’intimo personale portatore di desideri, tra cui quello di donare agli altri il meglio di se stesso: comunque il portatore si sentisse dentro, vuole trasmette all’interlocutore lo spirito positivo dell’umano.
   Dal bisogno di lottare per mangiare e sopravvivere, l’uomo evolve nel desiderio di vivere, in armonia con se stesso e con i suoi simili, affermando la propria persona.
Il mito di se stesso, esprime il fantastico ruolo dell’individuo originale, protagonista della propria vita, offerto all’immaginario dei suoi interlocutori, da cui si aspetta stima e considerazione.
Tra potenzialità, destino, entelechia, karma, intelligenza sociale, creatività, volontà, esperienze personali e casualità il mito di se stesso rappresenta, sullo scenario del teatro della vita, il bisogno intimo di soddisfazione, scaturente dal desiderio di affermazione della persona, sulla soglia senza porta dell’ambito della ricerca di felicità.
   Per giungere nel giardino della felicità durevole c’è bisogno di formazione, che consente emancipazione, percorrendo la strada della consapevolezza di SE’, del buon umore, della soddisfazione, del piacere, della creazione del mito di se stesso benefattore.
Gandhi disse “La felicità si ha quando ciò che si pensa, ciò che si dice e ciò che si fa sono in armonia”.
   Epicuro, famoso filosofo e saggio dell’antichità, esprimeva il suo concetto di felicità in questa affermazione: “Quel moto carezzevole che è piacere dei sensi e gioia nell’anima”. Su cui faceva queste precisazioni, riferendosi alle condizioni di accesso alla felicità: “La felicità ha bisogno di nudo piacere e una salute sufficiente”. Possiamo fare nostra questa considerazione: “A questo mondo nulla è gratuito e l’uomo si emancipa da questa realtà del mondo con l’auto consapevolezza nel saper vivere sulla strada della felicità”.

  La strada della felicità è quella che semplifica la vita con il nudo piacere e una salute sufficiente, di cui parlava Epicuro, senza rinunciare a se stesso..
050714 alias davide.

 

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