In Italia non cambia niente, resta incivile.

IN ITALIA NON CAMBIA NIENTE, RESTA INCIVILE ?
Il presidente della repubblica ci ha provato in tutti i modi, prima con il ricompattare il sentimento di italianità, poi con la scelta del tecnico ripulitore delle tasche dei soliti italiani che hanno sempre pagato e accantonato dei risparmi in mattoni. Da ultimo ci prova con il coraggioso Renzi di sinistra, senza camicia rossa, onesto e intelligente ma non sufficientemente consapevole dei bisogni della gente bisognosa, restata anche senza il bonus di euro 80 e ora si sente minacciata da una nuova falciata di tasse e ticket. La gente non è così tanto ignorante, da non sapere che la riforma della costituzione e della legge elettorale serve a ridurre gli sgambetti che i piccoli partiti mettono ai grandi, per farli cadere nell’accettazione delle richieste di parte, sa anche che gli sgambetti possono essere messi anche dai compagni nello stesso partito grande. La gente soffre nel presente la povertà, mentre i politici si litigano la poltrona. La gente qualunque è “ piezze di core” e di Renzi apprezza la spontaneità più tosto bambina e la pulizia del non eletto, in senso buono, ma teme per i risultati.
Gli sgambetti sono antichi sistemi di ricatto coincidenti con ogni riforma importante. Renzi se non è uguale agli altri sarà sgambettato dai potenti che tutelano i loro privilegi imbrattati di ideologie consumate dal tempo.
Caro Renzi, in te ci ho creduto con un ma. Le riforme urgenti sono tante. Non avendo un centesimo da spendere si poteva iniziare dalle riforme possibili a costo zero che sono tante e porterebbero tanti soldi nelle casse dello stato e anche qualche briciola di equità e di giustizia. Lei ha detto che in Italia la giustizia è da paese incivile. Ma l’elenco delle inciviltà è lungo quanto l’elenco di quei treni che arrivano in ritardo e altri che non arrivano mai: La scuola dei somari; la pubblica amministrazione finalizzata agli imboscati, non al servizio che dovrebbe dare; la tutela del territorio che sta franando ovunque; i beni culturali che crollano; la mala sanità; il lavoro che non c’è, lo scempio sull’ambiente, ecc. Mi tolgo il cappello al pensiero dell’agenzia dell’entrate che si dimentica dei rimborsi da dare e di Equitalia che mette il lucchetto al motozappa del contadino perché non ha pagato i contributi per la pensione di cui non avrà diritto se non paga.
Sommersi dalle priorità non si trova la via di fare una riforma urgente perché spunta subitaneo il folletto che ricorda la mancanza di soldi. Siamo impantanati nell’austerità, che non ci consente di fare altri debiti, e senza il becco di un quattrino continuiamo a pagare centinaia di miliardi a coloro che fanno la cresta sulle pubbliche forniture. Paghiamo una schiera di burocrati e dirigenti ricchi di lauti stipendi ma poveri e meschini di iniziative costruttive. Non siamo in grado di ricevere le nostre spettanze dalla Comunità Europea perché siamo incapaci di istruire le pratiche amministrative quando non siamo fannulloni. La corruzione, l’incompetenza, la fannulloneria, la politica delle poltrone, i privilegi delle lobby, ecc. costano oltre trecento miliardi di euro all’anno che pagano quei poveracci che lavorano per l’economia reale e onesta portandosi dentro l’inquietudine che lega alla gogna della paura di perdere il posto di lavoro non certo ricco quanto quello disonesto. C’è in aria la minaccia dello sfascio del governo a causa dell’ articolo 18 che lega il lavoratore al suo posto di lavoro. Per politici e sindacalisti il lavoro che non c’è è appetitoso come la merda per le mosche. Per il lavoratore è il mezzo onesto con cui realizza la propria libera persona. E’ forse libero di cambiare lavoro quel lavoratore legato a quel posto di lavoro che lo schiatta giorno dopo giorno fino a morire di cancro ? Si è vero, l’articolo 18 tutela garantendo il lavoratore che per ripicca vuole restare nel posto dove schiatta, non certo gli dà la libertà di scelta di un lavoro che non lo faccia sentire schiavo o sorvegliato a vista. In ogni nazione civile i governanti si occupano di dare a ogni persona la dignità di realizzare le proprie aspettative in ragione alle proprie potenzialità. L’Italia ha tutti i sintomi dei mali dell’inciviltà causati dai potenti prevaricatori e loro compari. La libertà non consiste nella garanzia in un tozzo di pane salato dalle lacrime, restando legato alla gogna, ( quella gogna di cui parlava Dante mentre saliva l’altrui scale e pensava alla lingua italiana, dell’Italia che non c’era). L’Italia è l’esempio del paese del maligno, delle ingiustizie, delle iniquità, delle prevaricazioni. La crisi economica è poca cosa rispetto ai mali cronici, prettamente italiani. La crisi tutta italiana è crisi di valori che ha cancellato l’onestà. IMG_1594IMG_2096RITAGLI DI GIORNALIIMG_2112

E' COLPA DEI SINDACATI, DI CHI FA LE LEGGI, OPPURE DI CHI LE APPLICA. NON MANCA LA DISONESTA'.

E’ COLPA DEI SINDACATI, DI CHI FA LE LEGGI, OPPURE DI CHI LE APPLICA. NON MANCA LA DISONESTA’.

TRUFFE A DANNO DEL SERVIZIO SANITARIO

AZIENDE PARTECIPATE IN PIEDI PER SOSTENERE LE POLTRONE

UFFICI REGIONALI PER FANNULLONI

CONSULENZE PAGATE PER VOTI DI SCAMBIO

ENTI E ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE FANTASMI

ECC. ECC. ECC. ECC.

 

 

 

 

 

 

 

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