LA FARINA DEL DIAVOLO

La piramide dell' onorata sociètà di onorevoli, con al vertice la poltrona.

La piramide dell’ onorata sociètà di onorevoli, con al vertice la poltrona.

LA FARINA DEL DIAVOLO
Se non cambiano i valori nella cultura, non cambia la storia dell’uomo.
Ci saranno sempre branchi di lupi e i loro greggi di pecore.
Gli uomini di buona volontà, sopravvissuti dall’ultima guerra mondiale, hanno costruito la democrazia in Italia. Nelle legislature successive alle prime, la spinta ideale si è affievolita, lasciando spazio alle posizioni di potere e di interesse personale. Nei sessantotto anni di repubblica italiana, si sono succedute quattro generazioni che hanno votato, democraticamente, i loro rappresentanti al governo della repubblica, che hanno scritto, senza interruzioni, la storia della repubblica. Una storia segnata da un crescendo di scandali di ogni tipo, dove i protagonisti sono stati i politici, amministratori e pubblici dipendenti, con un stuolo di compari aggregati, per l’occasione del male affare.
Numerosi sono stati i solitari riservati e le bande sono state fragorosamente delinquenziali. Hanno rubato, colluso e violentato di tutto, anche il futuro delle generazioni attuali e quelle che verranno.
Nei girotondi, negli impasti e rimpasti dei partiti e uomini riciclati, gli uomini dei partiti, si sono spartite le opulenti poltrone, degli interessi disgraziati della politica del male affare. Gli onesti sono stati fatti fuori o azzittiti dalla prepotenza mafiosa, a cui hanno dato ragione gli elettori speranzosi di allungare le proprie mani, sulla torta saporosa del male affare. Una volta, agli inizi della repubblica, molti italiani votavano per la loro idea di politica onesta e costruttiva di benessere. Dopo qualche legislatura hanno cominciato a votare per le star della spartizione della torta, fino a inquinare anche il concetto delle parole onestà e capacità, con cui si misura la dignità della persona. La corruzione ha superato il valore del merito , sulla scala dei valori.
L’uomo fa la sua storia e la storia frutta la sua cultura e viceversa. Siamo giunti al punto che il male affare è maturato nella cultura , da generazione in generazione e di conseguenza nel modo di vivere della gente. Fortunatamente la cultura non matura gli stessi frutti in tutte le persone, per cui vi sono ancora persone intellettualmente e culturalmente oneste, anche se emarginate dalla cultura imperante, del male affare. Ma i governi dipendono dalle maggioranze e queste dipendono dalle scelte, fatte in cabina dagli elettori. Per questo ogni democrazia ha i governanti e la qualità di vita che gli elettori meritano. I nostri governanti, onesti e non , non sono marziani occupanti, sono stati eletti a onorevoli, anche quelli che credono onorabile, l’onorata società mafiosa. Sarà accaduto per errore ma anche e soprattutto per voto di scambio corruttore.
Gli uomini, onesti e i traditori, fanno la storia dell’uomo, la storia fa la cultura dell’uomo, e la cultura fa l’ambiente sociale. La vita dell’uomo si muove come l’oscillare del pendolo, che mentre scandisce il tempo registra la storia dello uomo, e si muove sul ciclo, che nel suo ripetersi, tutto trasforma, per diventare eterno.
Il male affare è il danno subito dall’ambiente sociale, culturale, naturale e economico italiano. Il rimedio passa attraverso la cultura del fare onesto, che a sua volta cambia i valori e i comportamenti della gente. Il cancro del male affare, nel sistema Italia, è Il male grave della democrazia italiana e ha una causa culturale, per cui c’è bisogno di ripartire dalla scuola, coltivatrice dei veri valori, che danno credibilità allo stato democratico e dignità all’uomo sano nella sua morale.
C’è bisogno di ricostruire la società italiana riportando al suo centro il bene dell’uomo.
Per cambiare la storia futura dell’uomo c’è bisogno di tornare ai valori dell’uomo, risalendo il ciclo dell’evoluzione intellettuale dell’uomo stesso, partendo dal suo ambiente per procedere nella cultura. Nella scala dei valori,al primo posto dovrà tornare l’onestà, al secondo il merito. C’è bisogno di tornare a – dare a Cesare quello che è di Cesare –.
Tacere sulla disonestà significa darle spazio aperto e starsene a guardare, con le mani in mano, significa rinunciare alla propria dignità di uomo del fare onesto.
Questa nostra epoca, segnata con la farina del diavoloil debito pubblico-, sfortunata per la repubblica italiana, posseduta dal male affare, malvagità degli uomini corrotti, che distruggono coloro che fanno onestamente e democraticamente i loro affari, potrà cessare solamente attraverso l’esorcismo del diavolo corruttore che possiede gran parte della società italiana. Gli esorcisti, tutti insieme, dovranno essere gli elettori onesti e di buona volontà.
La farina del diavolo, se la porta il vento.
150614 alias davide

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