La vita corre

 

Tascorriamo la nostra vita, tutti insieme, nella carrozza della vita, ma divisi dagli altri dalla propria aspettativa. La vita istintiva  è una carrozza in movimento che non si ferma, pur consentendo di salire e di scendere, su un binario infinito, che è lo stesso  per tutti. Anche se ognuno di noi compie il viaggio per sé, la vita continua per se stessa. Ognuno di noi crede di andare dalla propria parte, ma la carrozza va nell’unica direzione a cui la orienta gli impulsi del destino del mondo intero. Ognuno di noi partecipa al destino del mondo, vivendo il desiderio di farsi una vita propria, ma in realtà sopravviviamo. Sopravvivere è l’assioma del principio dinamico della vita, con cui la vita del mondo si ricicla. Tutte le forme di energia si riciclano e nel riciclo manifestano nuove forme, nuovi cicli, nuovi fenomeni. Nell’ immutabile eterno ciclo si manifesta l’assioma della dualità, che noi umani chiamiamo bene e male. Tutte le forme di energie sopravvivono per uno scopo e un fine a noi sconosciuto. Noi sappiamo, attraverso la consapevole esistenza del mondo sensibile, che esse sopravvivono anche in noi in quanto noi unità, individui e specie. Non essendo la mente della persona arrivata a conoscere il fine e lo scopo del destino umano, nella generale sopravvivenza dell’energia nell’universo sensibile, ha creato un fine e uno scopo ” ad personam” in cui sentirsi libero. Questa libertà non ci libera dall’assioma “sopravvivi” , consente di trascendere. Esisto perché sono consapevole del mio corpo, delle mie emozioni, sentimenti, dei miei desideri, del mondo circostante sensibile e dei miei pensieri in cui sono libero. Se non avessi la consapevolezza di me, non saprei di esistere come organismo, come persona e come soggetto attivo nelle relazioni con il mondo; esisterei solamente come organismo ubbidiente agli stimoli ancestrali che portano alla sopravvivenza, nel tempo assegnato dal destino ignoto. Da qualche parte dell’universo ci sono stelle che esplodono dando origine a dei pianeti.  Ci sono tante gazzelle sacrificate per fornire energia alla vita del leone. Tutto accade nel principio dinamico “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”, nel ciclo del riciclo della catena alimentare e degli eventi nel mondo non organico. Ma alla nostra mente cosa accade ? La sede della mente, il cervello, e la mente stessa si riciclano. Attraverso il riciclo della mente si determina l’evoluzione dei processi del pensiero, che nel tempo determina le civiltà. Dagli impulsi del principio dinamico immutabile “sopravvivi” si determina il continuo  mutare delle forme e del  panorama di relazioni tra di loro. In un mondo dove nulla è gratuito e ogni cosa e ogni essere sopravvive dell’energia derivata dagli altri (cose o esseri viventi), la lotta per la sopravvivenza è naturale e inevitabile. Affinché questa lotta si possa compiere, la natura ha dotato a ogni cosa e a ogni essere, diversi strumenti e attrezzi di difesa e di offesa. Alla gazzella ha dato la velocità e al leone la rapidità della scatto e la potenza della presa. Alla tartaruga ha dato la corazza e al camaleonte la possibilità di cambiare il colore della sua pelle. All’uomo ha dato la mente capace di trovare soluzioni convenienti di fronte alla lotta per la sopravvivenza e crea aspettative esistenziali crescenti con l’evoluzione dei processi della mente stessa. Tutte le doti hanno un neo di debolezza e possono fallire dallo scopo, affinché la selezione naturale si possa compiere nel processo del riciclo, in cui sopravvive il migliore: senza la lotta non esisterebbe la selezione. Nell’uomo, gli impulsi ancestrali alla sopravvivenza, così come i normali processi della mente, a volte risultano aberrati tra di loro, al punto da portare al suicidio, non praticato da altri animali. Il rispetto dell’assioma “sopravvivi” ripaga con la sensazione di benessere, a cui tendono tutti gli organismi viventi. Il terzo occhio nella mente, preposto a vigilare con consapevolezza i processi di formazione dei pensieri e le emozioni impulsive dell’istinto, rende l’ok alla persona orientata alla sopravvivenza e al suo benessere.  La mente umana appaga il sentimento di mancanza, generato dal senso dell’ignoto fine della sopravvivenza, con la realizzazione del mito personale residente nella sua stessa mente. La mente umana evoluta cerca la soddisfazione nella realizzazione del mito in se stessa, mentre la primitiva mente animale provvede all’istintiva sopravvivenza. Per questo la carrozza della vita umana si muove su due rotaie parallele. Spetta al terzo occhio, focalizzare al benessere la convergenza delle rotaie parallele; orientare la mente alle scelte ok trascendendo (G. GENTILE:: trascendentale è l’IO assoluto che “pone”la realtà. Vocabolario Treccani)  la dualità di ciò che è parallelo; consentire alla persona di tenere il destino personale nelle proprie mani. L’umano  lotta volontariamente per il desiderio di sopravvivenza del mito  della propria persona, mentre lotta per timore della sofferenza minacciosa da parte della sopravvivenza naturale, in quanto unità organica naturale. L’umano può arrivare a sacrificare con la morte il proprio corpo pur di salvare la propria persona. L’umano trascende la carne (il corpo) con la persona. Il problema dei problemi della vita dell’umano consiste nel contrasto tra la condizione naturale (animale), a volte vessatoria, che porta alla lotta per la sopravvivenza naturale e le aspettative di vita da parte della mente: il contrasto e la dipendenza tra il livello di vita animale e quello della mente umana disturba il libero arbitrio della mente. L’umano non vuole lottare per sopravvivere secondo natura, vuole semplicemente vivere la soddisfazione nel nucleo della sua persona. Questo è il senso del percorso dall’evoluzione umana: trascendere l’assioma della lotta per la sopravvivenza naturale senza ignorarlo, con la consapevolezza del fine e del senso del libero arbitrio e della dignità di individuo e persona, offrendo al mondo il mito personale. L’umano incapace di abrogare gli  assiomi naturali, del riciclo energetico, e non potendo evitare i suoi desideri e i suoi bisogni di realizzazione, in quanto persona, manipola,  prevarica e raggira la sua condizione personale e ambientale, al punto da giungere alla sofferenza esistenziale fino a giungere ai disturbi psico-somatici.. Dal serbatoio dell’energia, finalizzata dalla natura alla  sopravvivenza del corpo e della specie , la mente attinge ( dal perineo) l’energia necessaria alla vita della stessa mente, così come avviene per il riciclo naturale. L’umano normale è consapevole di vivere nella mente, che a sua volta vive del corpo, di cui si sente responsabile, gode e soffre, ma non sempre ama, con quell’amore che consente il moto carezzevole nel corpo e la gioia dell’anima.  L’umano sano esiste nella sua mente, vive avendo i piedi per terra, trascende  con l’amore; appartiene alla natura a cui deve il tributo del riciclo, con tutto se stesso. Siamo venuti in questo mondo senza chiederlo, dove nulla è gratuito, a portare il dono del mito di noi stessi; per restarci siamo obbligati a percorrerlo e relazionarci al fine di riciclare le energie della natura di cui viviamo; con l’aspettativa di benessere sensibile nella mente e nel  corpo, lottiamo. Questo è l’assioma dell’ umano (l’uomo capace di amare), dei forti e dei deboli, dei ricchi e dei poveri: sopravvivere come unità e nella specie, in quanto persona. Il risultato in benessere psichico (l’amore per l’unità corpo e mente)  consente, alla persona (l’umano), di lottare anche per il benessere dell’uomo ( l’animale). La vita naturale corre sull’ unico binario dello stimolo istintivo alla selezione nel riciclo delle energie. Nello stesso tempo, la vita umana corre sul binario della consapevolezza del bisogno  del senso e dello scopo della vita della persona. Il terzo occhio coniuga l’istinto con lo scopo e il senso della mente per dare soddisfazione allo spirito sul treno della vita. A volte, sospinto dal vento delle emozioni, nel passaggio dal livello della vita istintiva al livello superiore, quello coniugato,  potrebbe verificarsi  un disturbo psico-somatico. I’ evoluzione, certamente non gratuita,  muta la relazione tra mente e corpo, nel viaggio verso lo spirito. La carica della spinta  evolutiva determina la persona alla trascendenza oltre l’ attraversamento del guado sul confine tra i livelli dell’esistenza  umana. MENTE ( il fine e lo scopo)+ PIEDI (il corpo)+OK (lo spirito)= AMORE per la vita consapevole. 16 ott. 2012  Davide

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