LA VITA E’ UN ASINO CHE RAGLIA

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Ogni essere vivente viene al mondo a portare il suo impegno nel riciclo naturale con cui la natura tutto trasforma. Viene al mondo, perché così vuole il ciclo naturale, che si perpetua attraverso il riciclo energetico. L’intelligenza della natura, forse predisposta dal Dio creatore, di cui non conosciamo lo scopo, crea gli organismi viventi. La natura non creare e non distrugge, in ubbidienza alle sue leggi, ma tutto trasforma: muta le forme. Tutte le forme naturali, uomini compresi, sono forme, che l’energia della natura assume. Le forme sono manifestazioni dell’intelligenza creativa nell’energia naturale voluta dal divino. Nel ciclo si inserisce la componente casuale che determina la varietà di forme. La mutazione dell’uomo, dal primo all’ultimo, è avvenuta per caso, oppure secondo un progetto divino, che non conosciamo. La natura è duale, in tutto il manifestarsi del suo compiersi. Il creatore naturale è duale al diabolico distruttore. Forse per questa dualità un organismo vivente non può vivere se un altro non muore. Per la natura, ogni singolo organismo conta, quanto la goccia di acqua nel suo oceano conta per la funzione naturale dell’oceano.
  Ogni creatura al mondo è manifestazione di energia, che assume la forma variabile della stessa energia originaria, estratta e trasformata dall’organismo da altri organismi di cui si nutre. La natura mette al mondo le sue creature, affinché ognuna di esse sia destinata a sacrificarsi per nutrire altre. Altrimenti ritorna ad essere quella polvere che era all’origine, rimessa nel riciclo naturale, perché in natura tutto si trasforma. Siamo venuti al mondo a compiere il nostro destino di riciclatori di energia naturale. La natura domina, le sue stesse creature, attraverso il bisogno, la sofferenza e il piacere. Neanche l’uomo può sottrarsi al dominio della natura che lo costringe all’anonimato. Ne è consapevole, e costruisce la sua singolarità, non si rassegna.
  La mente umana, pur consapevole della realtà naturale, cerca di manipolare le forze della stessa natura di cui sopravvive, per ottenerne un vantaggio rispetto alla vita spontanea. Costruisce supporti che possano ridurre la fatica da fare per sopravvivere e migliorare la sua qualità della vita. L’ individuo umano vuole una vita propria, che cammini parallela a quella naturale, indispensabile alla sopravvivenza, per coglierne le occasioni di piacere, che solamente la natura può dare. L’essere umano, pur essendo consapevole di esistere in dipendenza della natura e della brevità della sua vita, vuole costruire la propria vita sul mito di se stesso il suo regno – e sulla speranza di vivere in eterno, superando il destino naturale di riciclatore di energia. Vuole offrire al mondo il mito di se stesso mentre si sente ancorato all’ubbidienza delle leggi della natura, per sopravvive, nel breve tempo che la natura gli assegna. Il libero arbitrio consente a l’uomo di rinunciare a sopravvivere e a vivere. L’uomo, unico tra tutti gli organismi viventi, è libero di scegliere tra la schiavitù alla sua stessa natura, la morte e la soddisfazione di vivere, pensando al suo ideale di vita libera e umana, da offrire come servizio al mondo, accattivante la stima e la considerazione del mondo per la sua unicità. La soddisfazione ripaga, il lavoro compiuto per l’affermazione presso i suoi simili, del mito di se stesso, per cui è disposto anche a morire. L’uomo mangia per sopravvivere e sopravvive per vivere, nell’affermazione della sua individualità. La natura ripaga l’impegno, per la sopravvivenza del riciclo energetico, con il piacere nel corpo. L’impegno, verso la personale unicità, conferisce forza interiore e soddisfazione, alla persona.
  La differenza tra la vita della persona unica e quella del suo cane sta nel movente a vivere, che per il cane è lo stimolo a sopravvivere, per l’uomo è lo stesso stimolo dell’istinto, a sopravvivere, ma finalizzato dalla psiche alla realizzazione della persona unica, distinta dalla natura.
  La spinta naturale a sopravvivere ancora il libero arbitrio al naturale riciclo dell’energia, mentre la spinta psicologica toglie la requie al desiderio di salvezza e di l’unicità della persona.
Tutto il bel vedere, naturale della natura matrigna, senza amore, meravigliosa manifestazione di forme, di colori e odori, assunti dal riciclo, è lo spettacolo che stupisce la mente umana.
  L’uomo vive su due livelli: quello della natura e quello dell’amore per il mito di se stesso, nella vita del suo mondo, dove la sua goccia d’acqua possa dissetare il suo regno.
La vita non è un cruccio, neanche seghe del piacere, è asino che raglia, da cavalcare.
    250514 alias davide

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