L’attenzione

L’ATTENZIONEAvendo deciso di andare a fare delle compere, sto percorrendo, a piedi, la solita strada che porta nei luoghi dove, probabilmente, troverò ciò che ho deciso di acquistare. Per molto del tempo che ho impegnato per giungere sui luoghi pensati, la mia mente è stata occupata dai ragionamenti sulle scelte da fare. Nel percorrere la strada, metto il piede sulla prima striscia pedonale, non sono stato attento all’ auto che mi stava piombando addosso. Mi ha reso consapevole, di ciò che stava per accadere, lo sfregare delle gomme, della brusca frenata. Proseguo nel mio percorso con attenzione e riflettendo sull’ accaduto, per alcuni minuti; quando stavo attraversando un giadino pubblico con il piano di calpestio in ghiaia, metto il piede su una merda di cane, ben asciutta, da non inzozzare la mia scarpa. Pensavo oggi sono fuori di testa, per significare che la mia testa non si trova sui posti dove mi trovavo fisicamente; passondo davanti al primo negozio, che avevo stabilito di visitare, non l’ho veduto e sono andato oltre. Al solito non sono così distratto, lo sono quanto gli altri. Quel giorno ho percorso quella strada senza neanche sapere  dove mettevo i piedi. Certo, voi sapete dove mettete i piedi, a me capita di saperlo. Qualche volta fate caso, per un breve tratto di strada, su quante volte avete avuto coscienza, senza aver preso l‘impegno, di osservare dove avete messo i piedi. Quando siete alla guida della vostra auto, quante volte vi siete distratto dalla strada ?  Quel signore che è morto a ottant’anni, per quanto tempo della sua vita è stato distratto da ciò che stava facendo pensando ad altro? Quanti incidenti avvengono per distrazione ?  La mente è fatta così, lascia, prende e per un poco si posa, come nei bambini è restia ad applicarsi, quando lascia la guida del corpo interviene il pilota automatico. Quando arriva all’attaccamento oppure all’ossessione, tormenta l’anima, nel vortice dei ragionamenti senza soluzioni.  Sono sempre i pensieri che tormentano l’anima ? I pensieri tormentano la mente, con il ripetersi ossessivo e con il perseverare nel desiderio del vizio,  oppure le danno sollievo, come fanno i pensieri positivi, ma lo stato dell’anima ha bisogno di emozioni, che possono sorgere dalla mente e causate dai pensieri, e da eventi consci e inconsci. Lo stato dell’ anima è mutevole e vi sono giornate in cui siamo più distratti che in altre, ma in realtà per la gran parte delle cose che facciamo ne siamo coscienti solamente quando stiamo pensando di farle e nei primi momenti che le stiamo facendo, appena dopo pensiamo ad altro. Questo dimostra che siamo consapevoli del presente, molto poco rispetto al vagare della mente nel passato e nel futuro o nel vuoto senza tempo.  Del nostro corpo abbiamo la consapevolezza nei pochi minuti che passiamo al bagno ( WC) per liberarlo, se non leggiamo il giornale e nel breve intervallo del pasto veloce, se non siamo attenti ad altro. La mente si comporta come se avesse una vita propria, separata da quella dei bisogni del corpo, di cui si dovrebbe prendere cura, e si sorprende quando il corpo si lamenta dal dolore che la porta a riflettere: e mo che succede ?  Il corpo viene costretto, trascurato e senza un pizzico di nudo piacere per la sua fisiologia. Il corpo per sua natura non ha fretta e la fretta della mente lo costringe anche ad accelerare il tempo fisiologico, che chiede per una mangiata e una cacata. Il corpo umano è stimolato da impulsi fisiologici istintivi, che non mettono fretta, salvo che nell’emergenza;  prospera nel nudo piacere, che non sia il vizio ma una carezza, una mangiata, una cacata, tutto ciò che nudo piacere .

La mente, pur essendo destinata a coniugarsi in armonia con il corpo, di cui assumerne il governo offrendo stima e considerazione, preferisce i suoi pensieri e la sua anima, e chiede al corpo dedizione e sacrificio quando è interferita e aberrata, al punto da corromperlo con il vizio e uccidendolo. Gli animali, non avendo i pensieri, non praticano il vizio e neanche il suicidio.

La mente, libera da interferenze e aberrazione, ha una funzione positiva sulla qualità della vita umana, dandogli la consapevolezza del senso della soddisfazione. Certamente la distrazione della mente, dal corpo e dall’obbiettivo sullo scenario del senso della vita, non porta alla soddisfazione e al nudo piacere, come non porta alla condizione dell’anima serena, che consente di utilizzare tutte le personali potenzialità nell’affrontare i problemi della vita e dare speranza e entusiasmo, che portano alla pienezza della soddisfazione, colmando anche quel senso di mancanza che abita nel pericardio.

La mente nasce bambina e per questo deve crescere ed essere educata all’ambito della consapevolezza del terzo occhio, occhio della consapevole realtà della vita. Il terzo occhio o occhio del discernimento, sarà in grado di governare le energie dell’emozioni con saggezza. La vita senza senso non passa per la mente si ferma nel corpo dove passa il tempo fisiologico e biologico. Nella vita che ha senso, mente e corpo sono sintonizzati sulla consapevolezza dell’esistenza del tempo presente. La vita ferma nella mente è illusoria del tempo passato e del futuro. La vita consapevole è esercizio costante all’essere presente.

 L’uomo, per la gran parte del suo tempo esiste nei pensieri e perde il contatto con la realtà del corpo e dei suoi sensi.

Vero è che siamo consapevoli di esistere perché pensiamo, ma il solo pensiero non basta per vivere. La vita è sempre degna di essere vissuta e per questo ogni organismo vivente difende la sua. L’uomo consapevole, la difende e ne migliora la qualità.

Manca l’esercizio della mente alla saggezza, e a restare coniugata con il corpo, con lo spirito positivo dell’anima.

Vero è che l’animale vive per mangiare e l’umano mangia per vivere. Vero è anche che viviamo perché i pensieri ci danno la consapevolezza di esistere. Come è vero che la vita che conta è quella vissuta in consapevolezza della realtà del nostro corpo e quella ad esso esterna, nonché  l’impegno consapevole nel senso che diamo alla vita.

120813 alias Davide

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