Lo spadino in chiesa

LO SPADINO IN CHIESA

Nel giorno di Natale, mi sono recato in una chiesetta di campagna a partecipare alla messa di natale. Il prete, nell’approcciarsi alla benedizione dello spadino di un cadetto della scuola di polizia, ha esordito chiedendo  ai fedeli presenti, con frasi dal dubbio significato per chi ha fede nella pace: “ Tutti voi sapete delle sventolate bandiere dai manifestanti chiassosi, che occupano le piazze del paese Italia e tutti sapete delle guerre dove i nostri uomini combattono per la giustizia?” Ha presentato lo spadino accademico come il simbolo coercizione e dissuadente per quei sbandieratori minacciosi e per quei rivoltosi indigeni orientali. A mio parere quell’uomo -prete- non ha capito ancora che gli uomini di buona volontà non vogliono la guerra e che la guerra la fomenta il diavolo.  Nessuna delle parti in guerra è destinata a vincere. Le guerre le vincono i diavoli. Guerre e disastri sono nel potere del diabolico. La guerra è in sé sconfitta dell’ umano, dovuta all’incapacità dell’uomo di vivere in pace. Il Cristo uomo in terra è venuto a portare la pace non le armi. In rispetto a questa fede nel cuore dell’umano non vi dovrebbe essere spazio per le armi e in chiesa non dovrebbero entrare le armi e neanche un simbolico spadino, simboleggiante la capacità di difesa. Forse il prete in discussione ha fatto una grossa confusione tra la spada dell’Arcangelo San Michele, che non è pensabile insanguinata, e la spada del guerriero uomo che gronda del sangue del fratello, da qualunque parte essa sia. Il cadetto, in carriera all’ubbidienza dell’ordine costituito dall’uomo fallibile, è anche esso povero uomo e come tale andava benedetto. Confondere l’immagine sacra, dell’arcangelo San Michele,  con un mito del guerriero nella mente umana è cosa grave, soprattutto per un prete.  Sempre a mio parere, quel prete, se proprio voleva richiamare alla mente dei presenti in chiesa quelle bandiere sventolate in piazza da uomini affamati, in segno di protesta, le avrebbe dovuto benedire, affinché le coscienze di quegli uomini non volessero brandire le loro spade. Nel giorno del Natale degli uomini di buona volontà, la cerimonia della benedizione non andava inquinata con lo scenario della lotta armata, anche perché il poliziotto non è un soldato, è parte in una istituzione dello stato democratico e repubblicano con la funzione, tutta interna allo stato e al servizio diretto e indiretto del cittadino, nell’espressione della sovranità delle leggi e del bene comune. L’arcangelo Michele ha la funzione di scacciare il male dalla coscienza dell’umano, senza distinzione tra sventolio di bandiere e luccicare di spade, mentre il poliziotto ha la funzione di eseguire gli ordini, senza porsi la coscienza del bene o del male. Se potesse agire in coscienza gli potrebbe capitare di disubbidire gli ordini. Il problema dei problemi dell’uomo è un problema di coscienza umana. Valori e religioni sono problemi della coscienza d’uomo, quando non si riconosce umanamente fratello dell’altro. I valori fondanti e le religioni dell’umano non armano l’uomo, l’uno contro l’altro. Nel giorno di Natale lo spadino in chiesa, dissuadente gli agitatori di bandiere di in piazza, ha turbato la coscienza degli uomini di buona volontà.

E poi, se quelle bandiere fossero la minaccia al bene o la manifestazione del male, nessuno tocchi Caino, almeno nel giorno di Natale.

281213    alias Davide

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