Senso della vita e malvagità

 

SENSO DELLA VITA E LA MALVAGITA’
Secondo Calvino l’uomo è malvagio per sua natura e le virtù, che danno senso alla sua vita, sono grazia divina, che si rivela nei virtuosi comportamenti umani. Freud riteneva ogni forma di civiltà, tra cui le virtù, null’altro che una elaborata difesa dai conflitti psicologici legati alla sessualità infantile e alla aggressività. E’ come dire che il malvagio scarica sugli altri la tensione procurata dai conflitti psicologici anche con l’inganno delle manifestazioni di civiltà. La virtù come valori fondamentale, praticata come proprio dovere, viene considerata inaccettabile a causa della diffusa accettazione, anche tra i laici, del dogma dell’ –intima corruzione-. E’ più logico pensare, che la malvagità come la civiltà siano state sviluppate dalla mente superiore a quella animale, nella prima fase dell’evoluzione degli uomini da animali in umani. E’ accaduto nella prima fase dell’evoluzione quando la mente superiore, anche essa nella fase infantile, ha sublimato le energie istintive nelle energie della fase del malvagio, integrando le energie istintive degli elementi determinanti la malvagità. Nel procedere nel senso dell’evoluzione alcuni uomini hanno preso e proseguito sulla strada della malvagità, mentre altri hanno proseguito sulla strada della civilizzazione e delle virtù che danno senso alla sua vita. L’uomo evoluto, nel dare un senso alla sua vita, da anche valore e dignità all’umanità, uscendo dalla malvagità primitiva acquisita con lo sviluppo della mente superiore. L’animale uccide solamente per sopravvivere, mentre l’uomo può uccidere per calcoli della mente evoluta, anche per vedere la sofferenza e per misurare il suo potere sulla vittima: la malvagità è facoltà solamente umana. Tutti noi abbiamo le prove che i comportamenti virtuosi sono pochi mentre abbonda la malvagità. La malvagità non porta piacere, neanche soddisfazione e neanche felicità. Essa e solamente scarico di energie non necessarie ad adempiere alla sopravvivenza animale e tanto meno a quella dell’umano. La virtù e la malvagità sono i due elementi della dualità nei comportamenti umani. Il virtuoso ha potenziato la sua intelligenza sociale, nella mente evoluta. Quella parte di uomini, che hanno proseguito sulla strada dell’evoluzione, intuita dall’intelligenza sociale, hanno proseguito sulla strada dell’emancipazione, sublimando le energie degli stimoli istintivi all’esercizio del potere nelle virtù, che danno un senso alla vita della persona, sulla strada della felicità. La persona incontra la felicità sulla strada dell’emancipazione. La vita galleggia nel mare dell’istinto mentre l’aspettativa umana prosegue sulla rotta dell’emancipazione il cui scopo è la civilizzazione, superando ogni sorta di avversità naturale e malvagia. E’ ovvio ritenere che l’evoluzione umana abbia favorito sia i ruoli adattativi negativi che quelli positivi come stabilito dalla legge della dualità. Alcuni uomini hanno optato per la cooperazione, l’etica, l’altruismo, la moralità, ecc. mentre altri hanno optato per la violenza, la prevaricazione, l’omicidio, la prepotenza, ecc. Altri uomini, a causa della loro presunzione smoderata hanno scelto la strada della malvagità per compensare il senso di mancanza e l’ansia derivante dalla rimozione dell’insopportabile senso di insignificanza di se. La gente, il popolo umano, non vuole solamente procedere sulla strada della civilizzazione, correggere le sue debolezze, evitare il dolore, le vessazioni, le agitazioni, la depressione e ogni altro male, e anche nel caso che la vita fosse una croce, vuole dare alla sua persona un senso positivo che dia stima e considerazione, l’insoddisfazione, condita di presunzione, offre alla società la pietanza tossica della malvagità. Il malvagio è un inventore di modi della sofferenza perpetrata a carico della società, anche se esercitata su un singolo. Questo punto di vista smentisce quello che considera la malvagità causata dall’intima corruzione.
  Il desiderio di senso per la vita porta l’uomo a migliorare le proprie potenzialità nella pratica delle virtù. Vero è che anche i virtuosi possono ritrovarsi nella selva oscura, quando la diritta via viene smarrita.
30082014

 

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