WANTED

 

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Ogni giorno la cronaca in Italia è sempre più nera, anche quando sembra accendere una candelina sulla ripresa dell’economia con uno zero virgola qualcosa, a lato spunta una nuova sigla in testa a un elenco di nuove tasse e disgrazie da pagare. Sempre rari sono i bonus cioccolatini, che rabboniscono lo sdegno per una nuova stancata in arrivo. Per mesi ci propinano sigle alternative per anestetizzarci contro l’attacco apoplettico causato dall’estrazione di un altro dente, dalla bocca ormai asciutta. Senza denti la masticazione diventa più lunga e difficoltosa, mentre la digestione gonfia e appesantisce lo stomaco, come in coincidenza di un pranzo luculliano, ci sentiamo sazi.
La fantasia e l’ambizione dei politici e amministratori italiani è infinitamente sadica. E i poveracci, vecchi e nuovi creduloni, si arrangiano con l’economia sommersa, essendo scomparsa quella emersa, con cui aggiungono una pezza all’altra a quel pantalone pagante, ormai ridotto a un artistico mosaico di pezze multi colori, di cui sono colorati i partiti. L’arte di arrangiarsi è buia e duale, a quella di arlecchino, gli italiani ce l’hanno nel sangue. Gli italiani non sono tutti arrangiatori scalcinati, ce ne sono anche dei bravi, eccellenti, nell’unica economia reale rimasta, che è quella del male affare governata da bande di delinquenti, prevaricatori politicizzati.
Il male affare è il cancro che sta distruggendo l’economia sana, la morale e il morale degli italiani. Il novanta per cento degli italiani sono sulla strada della povertà, mentre il rimanente dieci per cento diventa sempre più ricco sfondato. Anche le pietre sanno che i lavoratori italiani fanno la fame e gli imprenditori falliscono. I luccichii di ripresa, presentati dai cronisti e commentatori, burloni o mendaci di parte, sono i gemiti della morte. La gente è convinta che la colpa delle disgrazie è dei governanti, collusi nella corruzione, in cui sguazzano e anche dei pochi onesti a cui manca il coraggio o la capacità di fare pulizie e disinfestazioni. E’ ora di finirla con il dominare il popolo con il bastoncino e gli zuccherini colonialisti. C’è urgenza di distruggere le bande di delinquenti che scorazzano in tutto ciò che è pubblico e in ogni direzione, dal centro alla periferia. Siamo giunti al punto, della nostra reputazione, in cui, in ogni angolo del mondo, alla parola Italia viene associata la parola corruzione.
C’è bisogno di cambiare le leggi, ristringendone le maglie; la pubblica amministrazione; gli amministratori, che attualmente danno spazio alle prevaricazioni, che corrompono ogni aspetto della vita, ancora onesta del paese Italia.
Bisognerebbe iniziare con l’affiggere all’ingresso di ogni ufficio pubblico e dei palazzi del governo un manifesto con la scritta – QUI WANTED – Coloro che denunciano i prevaricatori e i corrotti rendono fruibile questa istituzione e vivibile questo paese.
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